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Posted by on Ott 18, 2018 in Lavoro | 0 comments

Il lavoro precario e il lavoro del futuro

Il lavoro precario e il lavoro del futuro

Il lavoro stabile, quello del “posto sicuro”, quello che dura tutta una vita, ci dicono sia finito. Ci aspetta un mondo di lavori precari, che non durano, che non offrono garanzie, che  sono costruiti sulla mancanza di progetti. In parte questo è vero, l’economia è cambiata, è l’economia che è diventata flessibile, bisognosa di continui cambiamenti, di adeguamenti, di resilienza come si dice oggi, intendendo la capacità di reagire in modo proattivo ai cambiamenti in atto.

È ovvio che questo richiede un tipo di lavoro diverso, che non è più quello dell’organizzazione fordista, in cui si lavorava per fare prodotti tutti uguali, standard, e quindi si richiedeva un lavoro ripetitivo, stupido, uguale a se stesso per sempre. Oggi invece un’economia flessibile, richiede un lavoro flessibile, che cambia, che si fa esso stesso resiliente. Ma anche le motivazione del lavoratore cambiano, non si chiede più, per citare Maslow e la sua piramide dei bisogni, la sicurezza innanzi tutto, la certezza al cui altare si sacrifica ogni tipo di intelligenza, di capacità decisionale, di flessibilità nel senso di adeguatezza al cambiamento. Il lavoro commerciale può essere considerato un lavoro flessibile, ma ha al suo interno proprio quelle caratteristiche di sana flessibilità che sono tipiche dell’economia post-moderna. Il lavoro commerciale – questo sì esempio di resilienza – lavoro che affonda la sua ragione nei tempi storici più antichi, quando appunto è nato il commercio, lo scambio, è un tipo di lavoro che non muta nella sua capacità di adeguarsi alle necessità della moderna economia. Magari sposato con le nuove tecnologie, come accade per il lavoro commerciale nei call center (vedi ad esempio il caso di un’azienda come Accueil)  o con il lavoro destinato all’e-commerce, alla vendita attraverso il web. Lavoro che affonda le radici nella storia e tecnologie del nuovo millennio, si possono conciliare, possono trovare una sintesi. Offrendo la giusta flessibilità a chi le pratica, dei risultati misurabili, delle opportunità di crescita per le imprese e dunque per tutta l’economia. Viva il lavoro commerciale, lavoro del passato, del presente, del futuro.

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