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Posted by on Feb 4, 2019 in Uncategorized | 0 comments

L’erosione e il dissesto idrogeologico

L’erosione e il dissesto idrogeologico

Il problema dell’erosione del suolo è diventato in questi ultimi anni di dominio pubblico per le conseguenze vistose che ha provocato sul territorio con perdita di vite umane e ingenti danni economici. Tuttavia il nostro paese continua a subire le conseguenze del dissesto idrogeologico.

La carenza d’informazioni sulla più appropriata utilizzazione dei suoli, l’abbandono delle vecchie sistemazioni idraulico-agrarie e idraulico-forestali, specie nella nostra regione,l’eccessiva antropizzazione del territorio, l’uso di tecniche agronomiche inadeguate, l’aggravante fenomeno degl’incendi boschivi, hanno portato ad una notevole intensificazione dei processi erosivi.

Il suolo

La superficie terrestre, costituita dalle rocce, viene modificata in continuazione da fattori naturali e antropici.Tra i fattori naturali che hanno maggiore influenza troviamo il clima che varia a secondo della quota e della latitudine. Il gelo e il disgelo provocano spaccature; la pioggia trasporta i detriti; pioggia e vento provocano erosione.
Per lunghissimi periodi di tempo le piogge sferzarono le montagne facendo precipitare massi, pietre, ciottoli.

Le acque che scendono dalle montagne si trasformano in fiumi e scavano vallate. Secolo dopo secolo, le rocce si spezzano in frammenti sempre più piccoli, poi in ciottoli e ghiaia che, a sua volta, si sminuzza in minuscoli granelli. Anche i venti, di inaudita violenza, concorrono a trasformare il volto della terra spingendo contro le rocce grandi quantità di sabbia che, sfregando contro di esse, le lima.

Pure l’esposizione al sole ha una sua importanza perché provoca dilatazione termica. L’inclinazione dei versanti fa sì che l’acqua porti via in proporzione materiale detritico dalla montagna alla pianura.

Inoltre a seconda dell’apporto energetico del sole sono differenti l’escursione termica e l’umidità. Queste condizionano la crescita della vegetazione che con le radici svolge un importante ruolo di trattenimento dei detriti. Il suolo è infine arricchito dagli animali e dalle piante presenti che producono materiale di decomposizione.

Tra i fattori antropici, primo fra tutti, è il disboscamento che l’uomo pratica per coltivare, utilizzando spesso prodotti inquinanti che alterano le caratteristiche del suolo.
L’uomo interviene anche con opere ingegneristiche come la costruzione di strade, ponti, abitati, modificando fortemente il terreno.

Nello studio dei suoli vengono prese in esame le caratteristiche fondamentali riguardanti gli aspetti morfologici, fisici e chimici, nonché i processi formativi dei vari livelli detti “orizzonti”, che nell’insieme costituiscono il “profilo pedologico”.

Gli orizzonti vengono indicati con sigle per cui dall’alto verso il basso si ha:

1) A, orizzonte in cui si trovano sia la sostanza organica decomposta e umificata che le sostanze minerali derivanti dalla roccia disgregata ed alterata;
2) E, orizzonte impoverito dei composti chimici solubili e di quelli allontanabili in sospensione, quali, ad esempio, le argille;
3) B, orizzonte ricco di minerali di alterazione o nel quale si concentrano alcuni degli elementi provenienti dall’orizzonte E;
4) C, orizzonte costituito da substrato “tenero” o da roccia disgregata;
5) R, roccia “dura” non alterata.

In natura, il suolo si dispone spesso a strati. L’humus, composto da resti di organismi vegetali e animali decomposti è la PARTE ORGANICA del terreno.

Sotto si trova l’argilla, composta da particelle finissime di roccia; più in basso c’è il limo, che contiene le sostanze minerali utili per la crescita delle piante. Sotto il limo si è disposta la sabbia, fatta di particelle di roccia più grosse; in fondo ecco la ghiaia, formata da sassolini.
L’argilla, il limo, la sabbia e la ghiaia sono la PARTE INORGANICA del terreno, perché non sono viventi.

ERODIBILITA’: Il suolo è predisposto all’erodibilità e da essa dipende la perdita di suolo:

FATTORI CHE DETERMINANO LA PERDITA DI SUOLO

a) fattore di erosione delle piogge

b) erodibilità del suolo.

c) pendenza topografica del sito

d) fattore di copertura vegetale (che offre un grado di protezione quando è presente).

e) fattore di pratiche conservative (pratiche agronomiche e ingegneristiche ad opera dell’uomo attuate allo scopo di limitare la perdita di suolo).

E’ importante calcolare e prevedere la perdita del suolo, “Equazione universale per la perdita del suolo”, in relazione alla capacità d’uso del suolo.

La CAPACITA’ D’USO potenziale del suolo rappresenta il primo approccio nella valutazione del territorio dal punto di vista degli usi agricoli. Si basa sulla stima del potenziale del suolo: per capacità d’uso s’intende la potenzialità del suolo per determinate utilizzazioni agricole in rapporto al rischio che deriva dall’impiego di varie tecniche agricole e silvo-pastorali.

Le limitazioni nella capacità d’uso sono dovute a quelle caratteristiche del suolo e dell’ambiente che diminuiscono il potenziale per un certo tipo di utilizzazione .

In pratica più è alta l’erodibilità più aumenta il rischio di perdita di suolo, pertanto l’ambiente va conservato nel suo stato naturale quanto più esso è a rischio.
Es.: nelle zone con bassa erodibilità si può praticare un’ampia scelta di colture; nelle zone montuose, più a rischio, non rimane che realizzare accurate pratiche conservative (RISERVE NATURALI).

L’erosione

L’erosione è un fenomeno complesso influenzato da fattori rilevanti quali il clima, il suolo, la morfologia, l’idrologia, la vegetazione, l’eccessiva antropizzazione del territorio da parte dell’uomo.

ERODIBILITÀ

Con il termine “erosione idrica laminare” si intende quell’aspetto del più vasto fenomeno erosivo che individua una perdita di suolo da parte di un versante quando su di esso scorrono le acque di pioggia in forma di un sottile strato liquido. È quindi questo un fenomeno che precede la formazione del reticolo idrografico o si associa a questo nelle aree non rivolizzate.
L’erosione idrica laminare a differenza di altri tipi di erosione che in genere risultano localizzati in porzioni limitate di territorio agisce in maniera quasi uniforme su ampie aree, costituendo il principale fattore di modellamento della superficie terrestre e quindi contribuendo notevolmente a determinare la geomorfologia del territorio. I processi di disgregazione, trasporto e deposizione di materiali lapidei lungo un versante dipendono dai caratteri pedoclimatici dell’ambiente.

“Equazione universale per la perdita di suolo”. Essa calcola la perdita di suolo in funzione di fattori quali:

il fattore di erosione delle piogge (determinato in funzione dell’intensità e dell’energia di tutte le piogge che si susseguono in un anno sul territorio);

il fattore di erodibilità del suolo (determinato in funzione di alcuni parametri pedologici tra i quali prevalgono i contenuti in limo e sostanza organica del suolo);

il fattore topografico (determinato in funzione della pendenza topografica del sito e della lunghezza media di percolamento delle acque);

il fattore di copertura vegetale (determinato in funzione del grado di protezione offerta al suolo dalla presenza su esso di un’eventuale copertura vegetale);

il fattore di pratiche conservative (che raccoglie l’effetto di tutta una serie di pratiche sia agronomiche che ingegneristiche attuate sul territorio allo scopo di limitare la perdita di suolo).

C’è da precisare che l’equazione universale per la perdita di suolo calcola l’erosione in una parcella di terreno in cui per alcuni caratteri, quali la pendenza, la lunghezza di percolamento delle acque, la copertura vegetale e altri, si devono attribuire valori medi. Il calcolo si deve quindi riferire a porzioni limitate e sufficientemente omogenee di territorio.

Forme di erosione: sostanzialmente le forme di erosione si dividono in:

erosione idrica ed erosione eolica:

erosione idrica: l’erosione idrica è provocata dall’azione battente delle gocce di pioggia che cadono sul suolo. Più elevata sarà la velocità di impatto delle gocce, più grande sarà la quantità di suolo distaccato. L’erosione idrica può essere classificata in:

erosione non incanalata;

erosione incanalata;

erosione di massa.

erosione eolica: il fenomeno erosivo eolico si verifica solo con determinate condizioni di clima, suolo e vegetazione. Per comprendere questo fenomeno erosivo, bisogna soffermarsi sulla caratteristica principale, il vento. Di estrema importanza è la direzione, la velocità e la turbolenza delle masse d’aria che si spostano da un punto all’altro.

evidente stato di dissesto idrogeologico in loc. Alpicella, Comune di Varazze (SV).

Fattori dell’erosione

clima e idrologia: i parametri climatici e idrologici di maggiore rilevanza dal punto di vista erosivo sono la pioggia, la temperatura dell’aria, la direzione e la velocità del vento e lo scorrimento in superficie dell’acqua meteorica. Anche lo scioglimento della neve possono provocare seri danni erosivi specialmente su superfici prive di vegetazione.

Indici di erosività: diversi studi sono stati fatti per individuare le caratteristiche della pioggia più strettamente correlate con l’erosione. Uno degli indici più largamente impiegato è senza dubbio l’ EI30.

Erodibilità: per erodibilità si intende la suscettibilità dei suoli ad essere erosi. Le proprietà del suolo che determinano una maggiore erodibilità sono state individuate nella TESSITURA, NEL GRADO E STABILITA’ DI AGGREGAZIONE, NELLA SOSTANZA ORGANICA ED IN ELEMENTI CHIMICI, NELLA RESISTENZA AL TAGLIO ED INFINE NELLA CAPACITA’ DI INFILTRAZIONE.

Morfologia: le principali caratteristiche che determinano il processo erosivo sono: LA PENDENZA, LA LUNGHEZZA DEI VERSANTI E LA LORO FORMA. L’entità dell’erosione generalmente aumenta con l’aumentare della pendenza e della lunghezza dei versanti. Sui versanti con pendenze uniformi l’erosione è maggiore rispetto a quella che si verifica su pendici di forma concava, mentre è minore rispetto alle pendici con forma convessa.

Gestione del suolo: nei terreni fortemente antropizzati come quelli coltivati, l’entità dell’erosione e fortemente influenzata dai trattamenti che l’uomo mette in atto per ottenere maggiori risultati ai fini della produzione agricola (la lavorazione del terreno, la densità della semina, le cure colturali, la gestione dei residui delle precedenti colture, il mantenimento ed il miglioramento della fertilità del suolo); mentre nei territori poco antropizzati tutto dipende maggiormente dall’azione che l’uomo esercita sull’ambiente in cui vive (cattiva gestione del territorio, deforestazione, eccessivo pascolo e coltivazioni, cambiamenti climatici, incendi).

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