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Posted by on Giu 23, 2020 in Matrimonio | 0 comments

Come celebrare un matrimonio in fase 3

Come celebrare un matrimonio in fase 3

Ora che il periodo di lockdown è terminato, gradualmente ci si avvia verso una ripresa di tutte le attività.

Anche le celebrazioni che si sarebbero dovute tenere nella primavera del 2020 sono state rimandate e programmate per i mesi successivi.

Molti futuri sposi hanno dovuto rinviare il loro fatidico “sì” e rinunciare al momento d’amore che sognavano.

Con l’avvento della fase 3 è possibile coronare questo sogno: vediamo quali sono le novità e le nuove regole da adottare per celebrare la cerimonia più bella e romantica di sempre.

Regioni che consentono il matrimonio

Purtroppo non in tutte le regioni è consentita la celebrazione di tale evento.

Restano in sospeso infatti gli sposi che hanno optato per le seguenti regioni:

  • Sardegna,
  • Basilicata,
  • Trentino Alto Adige,
  • Marche.

Tutto secondo la norma invece per le altre regioni, pur dovendo considerare le regole adottate da ognuna di esse.

Regole generali per la celebrazione

Ovviamente, nel rispetto delle generali norme di sicurezza sanitaria, sono vietati i grossi assembramenti quindi la funzione e i festeggiamenti dovranno essere riservati a una cerchia più ristretta e tenendo sempre conto della distanza di sicurezza e di tutte le norme igieniche.

  • Le mascherine: l’utilizzo delle mascherine è obbligatorio tanto per il personale di servizio quanto per gli invitati se si trovano nei luoghi chiusi. È consentito invece toglierla a tavola;
  • I guanti: essi non sono obbligatori. Tuttavia è buona norma collocare dei distributori di gel o salviette igienizzanti nel luogo della celebrazione e nella sala da ricevimento;
  • Musica: la musica dal vivo è consentita ma solo se si può garantire la distanza minima di sicurezza. In Emilia Romagna è consentito anche ballare ma solo all’aperto, rispettando un distanziamento di due metri;
  • Lancio del riso: nessuna norma vieta il lancio del riso, una tradizione secolare per i nostri matrimoni. Tuttavia, alcune diocesi potrebbero vietarlo perché esso è causa di assembramento. Inoltre, è consigliato creare bustine o sacchetti monoporzione da distribuire per evitare che gli invitati prendano il riso con le mani dallo stesso recipiente;
  • Buffet: essi sono vietati nel modo che conosciamo. Niente più file, accalcamenti davanti alle tavole e piatti toccati da più persone. L’unica forma consentita è quella di un buffet che viene servito direttamente dal personale ai tavoli. L’unico self-service consentito è per i prodotti già confezionati, tenendo sempre cura di mantenere le distanze.
  • Location: è consigliato utilizzare un doppio ingresso per separare i flussi di invitati in entrata e uscita dal locale. Sono preferibili però le location all’aperto: sì a piscine, spiagge, giardini e ville.
  • Tavoli: per quanto riguarda la disposizione dei tavoli, essi dovranno avere un numero limitato di invitati per ogni postazione, predisponendo attorno alla stessa tavola i congiunti quando possibile. Inoltre, i tavoli dovranno essere ben distanziati tra loro di almeno un metro.

Un’ulteriore provvedimento da prendere da parte degli sposi sarà quello di redigere un elenco degli invitati da conservare per un periodo di 15-30 giorni, al fine di tracciare la rete dei contatti in caso di positività di uno degli ospiti.

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